“bauhaus- zeitschrift für gestaltung”: la rivista del Bauhaus.

L’attività del  Bauhaus  di Dessau e di Berlino è documentata dal periodico “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”.

“Bauahus Dessau 1926-31” , fac simile in collaborazione con l’Archivio del Bauhaus, è stata la ristampa anastatica di Kraus Reprint (Nendeln, 1976) di questo periodico, che divulgò le idee e le attività della Scuola di Walter  Gropius, di Hannes Meyer e di Ludwig_Mies_van_der_Rohe, già iniziando con il n. 1 che, nel dicembre 1926 dà il via alle pubblicazioni, presentandosi con l’innovativa e polemica impostazione tipografica in sole lettere minuscole, che caratterizzerà non sol tutto il periodico ma l’ntera produzione grafica del Bauhaus.

Nelle sei pagine del n. 1 (dicembre 1926) la “Cronaca del Bauhaus 1925-26” di Walter Gropius accompagna nella presentazione della nuova sede di Dessau. Più avanti Oskar Schlemmer affronta il tema del “Teatro al Bauhaus” (“die bühne am bauhaus”), Vassily_Kandinsky quello del “Valore dell’insegnamento teorico in pittura” (“der wert des theoretischen unterrirchts in der malerei”), Laszlo Moholy-Nagy quello dei “rapporti tra spirito e tecnica” (geradlinigkeit des geistes – umwege der technik”), Georg_Muche quello delle “Belle arti e forma industriale” (“bildende kunst und industrieform”).Un saggio dei prodotti dei Laboratori – opere di  Erich_Consemüller , Marianne Brandt,  Ruth_Hollos, Marcel Breuer, Oskar Schlemmer – chiude, con “Le notizie per il Circolo degli Amici del Bauhaus”( che avranno il loro spazio in ogni numero della rivista) questa prima visione di insieme.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, 1 1926. Walter Gropius, “Cronaca dei nuovi edifici di Dessau”.
pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1 1926. “In futuro ci si siederà su una colonna d’aria compressa?”

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1 1926.

Quasi interamente dedicato all’architettura è il n. 2 (aprile 1927). Di Walter Gropius è il “Lavoro di preparazione sistematico per la costruzione razionale di abitazioni” (“systematische vorarbeit für rationellen wohnunghausbau”), di Georg_Muche “La costruzione della casa d’acciaio” (“stahlhausbau”) cui si accompagna la sequenza fotografica che ne illustra momenti costruttivi e caratteristici. A pag. 5 è la tavola sulla Petersschule di Hannes Meyer.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927
pagina 3 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927. La costruzione della Casa di acciaio di Georg Muche

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pagina 4 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927. La Casa di acciaio di Georg Muche
pagina  di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927 con la Siedlung di Dessau Torten

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pagina 5 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927. La Petersschule, Basilea, Hannes Meyer, Hans Wittwer, 1926
pagina 6 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1927.

Il Teatro del Bauhaus occupa completamente il n. 3 (luglio 1927). Oskar Schlemmer (da una “Conferenza con dimostrazione sul teatro del Bauhaus al Circolo  degli Amici del Bauhaus”, 16 marzo 1927 e “Piano di studi del teatro sperimentale al Bauhaus di Dessau”) informa sia sul prodotto teatrale vero e proprio che sulla preparazione didattica. Completano e chiudono questo numero il “Modello meccanico di teatro” di Heinz Loew,  il “Teatro sferico” di Andreas Weininger, il “Teatro di propaganda Co – op” di Meyer e Jean Bard, la “gestentanz” di Schlemmer e gli stralci dalla “Sintesi del teatro astratto”, dal pezzo teatrale romantico “Violett” – entrambi di Kandinsky – dal “Teatro al Bauhaus” di Moholy – Nagy (“wie soll das theater der totalität werwicklicht werden?”).

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1927. Numero dedicato al Teatro nel Bauhaus.

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pagina 2 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1927. “Modello di teatro meccanico.

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pagina 5 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1927.

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pagina 5 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1927.

Il n. 4 (ottobre 1927) chiude una delle fasi del periodico e si presenta quasi come un bilancio dell’attività svolta. La prima nota avvisa abbonati ed acquirenti della prossima comparsa nel “più comodo formato 210 x 297 mm.”. Alla traccia di von Meyenburg sull’economia nell’edilizia e nell’arredo (“kultur von pflanzen, tieren, menshcen”) è complementare il “versuchswohnhaus auf der stuttgarter wohnbauaustellung 1927” di Gropius, sulla casa sperimentale all’Esposizione di Stoccarda del 1927 . Quindi, foto di Consemüller e Clasen riportano mostrano i lavori di tessitura di Lis Beyer, di Gunta Stölzl, lavori  di Marianne Brandt, la sedia pieghevole di Breuer ed il progetto per l’ufficio del lavoro di Dessau. L’ultima pagina, di Hannes Meyer e Hans Wittwer, è dedicata al “Palais de la Société des Nations à Genève”.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1927.

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pagina  di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1927.

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1927. Palazzo delle Nazioni, Ginevra, H. Meyer, H. Wittwer

Nel febbraio 1928, con il n.1 e le 16 pagine de nuovo formato, si chiude la serie delle pubblicazioni sotto la direzione di Gropius e Moholy – Nagy. L’indice riporta solamente quattro titoli: “gestaltende anbiet – arbeit” di Werwbart Weidenmüller, “fotografie ist lichtgestaltung” di Moholy – Nagy, “typographie und werbsachengestaltung” di Herbert Bayer e “kleinwohnungstype bambos” di Breuer. In realtà è questo il suo contento, che si completa con fotografie e fotogrammi di Moholy – Nagy, Ulrich Klavun, Consemüller, Albert Braun, Lotte Beese, Bayer – Hecht.

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pagina 3 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928.

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pagina 4 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928.

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pagina 6 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928.

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pagina 7 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928.

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pagina 11 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928.

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pagina pubblicitaria di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1928. Le nuove serie di Marcel Breuer

I ritratti fotografici dei “Maestri” sono la copertina del n. 2/3 (1928), il primo sotto la direzione di Hannes Meyer. L’articolo sulla “vitalità” del Bauhaus – contro lo scadimento in uno “stile” – a firma del nuovo direttore redazionale, lo scrittore ungherese Ernst Kallai, apre questa serie del periodico. Nell’indice troviamo i nomi di Josef Albers (“werklicher formunterricht”), di Kandinsky (“kunstpädagogik”), di Behne (“die bundesschule des adgb), di Meyer (“erläuterungen zum schulproekt”), di Mart Stam (“m – kunst”), di Joost Schmidt (“schrift?”), quindi di Schlemmer (“unterrichtsgebiets”) e, ancora di Kállai (“ein bild, ein mensch”) e di Grote (“junge bauhausmaler”). Completano questo numero le risposte degli studenti al questionario presentato dalla redazione sui motivi della scelta per il Bauhaus. Qui vengono riportate le risposte di Otti e Rosa Berger, Max Bill, Hermann Bunzel, Lotte Burckhardt, Erich Comeriner, co – op, Lux Feininger, Thomas Flake, Hubert Hoffmann, Walter Kaminsky, Fritz Kuhr.

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pagina 3 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 1 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928. “Il Bauhaus vive!” di E. Kállai

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pagina 3 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 4 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 5 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 6 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 7 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 11 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 13 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928. La nuova Scuola dei Sindacati a Bernau (Berlino), Hannes Meyer, 1928

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pagina 20 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 29 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

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pagina 32 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2-3, 1928.

Altrettanto eterogeneo è il n. 4 (1928), che lo segue. Nel suo indice leggiamo articoli di di Kállai (“bescheidene malerei”; “gegen das bauhaus”), di Naum Gabo(“gestaltung”), di Hugo Häring (“probleme um die lichtreklame), di Tolziner (“reihenhausprojekt für tel aviv”), di Ernst Göhl (“entwurf zu einer siedlungsschule”), di Meyer (“bauen”), di Gustav Hassenpflug (“möbel aus holz oder metall oder?”). A completamento del numero il servizio sul “Congresso sulla nuova costruzione” e le altre risposte al questionario proposto dalla Redazione. Questa è la volta di Lothar Lang, Fritz Levedag, Wera Meyer – Waldeck, Gerhard Moser, Helmut Schulze, Alexander Schawinsky, Vladas Svipas, Fritz Winter.

Il primo numero del terzo anno del periodico è datato gennaio 1929. mantiene la stessa struttura e comprende lo scritto “politico” di Hannes Meyer su Bauhaus e società (“bauhaus und gesellschaft”), di Lu Märten (“historischer materialismus und neue gestaltung”), di Ernst Kállai (“wir leben nicht, um zu wohnen”), di Neugeboren (“eine bach – fuge im bild”), di Mart Stam (“entwurf zu einem bürogebäude”), di Arieh Sharon (“entwurf zu einem haus des arbeiterrates jerusalem”). Ancora di Kállai (“bauen  und leben”; “goldene ketten – eiserne ketten”). La polemica fra la Brandt e Gabo sul presunto stile Bauhaus (”bauhausstil”) esauriscono questo numero.

 

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929.

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pagina 2 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929. “Bauhaus e società”

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pagina 9 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929

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pagina 18 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929. H.Neugeboren: “Rappresentazione grafica della Fuga in Eb di Bach”

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pagina 19 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929. H.Neugeboren: “Rappresentazione tri dimensionale della Fuga in Eb di Bach”

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pagina  24 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929.

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pagina 28 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929.

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929. Propaganda per la “Festa dei metalli”.

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pagina 28 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1929.

Il n. 2 della terza annata (1929) è datato aprile – giugno. Di Ludwig Hilberseimer riporta articoli sl tema dell’abitazione minima e del rapporto tra artigianato ed industria (“kleinstwohnungen” e “handwerk und industrie”). Quindi, non firmati, “filmrhytmus, filmgestaltung”, “malerei und film”, “augendedemokratie und dergleichen”,abbondante sequenza sulle tecniche fotografiche e cinematografiche arricchita da foto di Lotte Gerson, Andreas Feininger, Werner Feist, Naftali Rubinstein, Walter Peterhans, Walter Funkat, Fritz Kühr. Infine un “contradditorio sulla bellezza del mondo” tra Kallai (“die welt ist schön”) e Fritz Kühr (“ist die welt nur  schön?”).

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pagina 2 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929. Ludwig Hilberseimer, piante per abitazioni minime

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pagina 13 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

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pagina 15 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

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pagina 20 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929. Complementi di Josef Albers e Lotte Gerson

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pagina 22 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

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pagina 23 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

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pagina 29 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

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pagina pubblicitaria di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 2, 1929

Il n. 3 (luglio – settembre 1929) si può considerare diviso in due parti. Compongono la prima (dedicata al lavoro nella grafica e nell’arredo pubblicitario) il servizio sull’Esposizione “gas und wasser”,con gli scritti di Hans Riedel (“veranwortung des schaffenden”) e di Giménez Cabailero (“lob des plakates”). “Ein laden für suchard” illustra, accompagnato dal commento di Kállai (“sie wundern sich”) un’altra delle realizzazioni del Bauhaus. La seconda parte, che riguarda sostanzialmente la pittura infantile, si compone di lavori di bambini di 9/11 anni e degli scritti di Lene Schmidt – Nonne (“kinderzeichnungen”), di Geist (“schöpferische erziehung”), di Kállai (“kindheit der iris”). Una sequenza della costruzione della Scuola Federale dell’ADGB a Bernau di Hannes Meyer completa questo numero.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929

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pagina 1 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929. Esposizione “gas e acqua”

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pagina 4 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929

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pagina 13 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929

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pagina 15 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929

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pagina 21 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929

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pagina 27 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929. Fasi di costruzione della Scuola dei Sindacati di Hannes Meyer

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1929. Pubblicità dei Laboratori di tessitura del Bauhaus

Con il n. 4 (ottobre – dicembre 1929) si chiude la fase sotto la direzione di Hannes Meyer e la redazione di Ernst Kállai. In apertura un servizio sulla figura di Oskar Schlemmer, di cui possiamo leggere “die bühne” e “analyse eines bildes”. Più avanti articoli di  Le Corbusier (“die geometrie”), di Willy Baumeister (“bildbau”),diLabert Ranger (“hochkonjuntur”), di Georges Vantongerloo  (“exakte gestaltung”). Quindi, la domanda di Hoffmann su “Appartamenti in palazzi o villette unifamiliari?” (“mietshaus oder siedlungshaus?”), le “Osservazioni” (“bemerkungen”) di Gerrit_Rietveld, lo “Studio per un artista” (wohnhaus für einem arzt” di Hans Volger chiudono questo numero.

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pagina 1 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1929

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pagina 3 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1929

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pagina 15 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1929

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pagina 26 di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1929. Casa d’abitazione del Dr. Golden nell’Eifel di Hans Volgel

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pagina pubblicitaria di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 4, 1929.

 

 

Gli ultimi tre numeri di “bauhaus” sono curati da Ludwig Hilberseimer  ( n. 1, gennaio 1931), da Albers (n. 2, luglio 1931), da Kandinsky (n. 3, dicembre 1931). Il primo illustra i progetti di Ludwig Hilberseimer sulle piccole abitazioni ad un piano (“kleinstwohnungen im treppelosen hause” ) e si chiude con la “kombinationsschrift 3” di Josef Albers.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1931. Ludwig Hilberseimer: “Piccole abitazioni a un piano”

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1931

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pagina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 1, 1931. Progetti di Ludwig Hilberseimer e Hugo Haring

Gli altri due numeri  sono dedicati rispettivamente al lavoro del laboratorio di tessitura (“die entwicklung der bauhausweberei”) di Gunta Scharon – Stölzl e “mein besuch in der textilwerkstatt das bauhaus” di Amédée Ozenfant ed all’opera ed alla figura di Paul Klee, con “paul klee und die tradition” di Will Grossmann e “genesis den formen oder über die formentheorie von klee”, di Christoph Hertel.

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copertina di “bauhaus – zeitschrift für gestaltung”, n. 3, 1931
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